Brutte notizie dai banchi di scuola. Non per genitori e insegnanti, categorie che hanno fatto in tempo ad informarsi, a provarci e anche a rassegnarsi. Pare che la colpa sia di tutti e di nessuno, ma gli atti di bullismo tra i giovanissimi sono in aumento, e così la violenza negli ambienti scolastici.
Gli adolescenti di oggi se ne inventano sempre una nuova, alla costante e folle ricerca di trasgressioni sempre più eclatanti: fumano qualsiasi cosa, sono rissosi, scontrosi e a volte anche vandali, mangiano male e non hanno intenzione di studiare.
Per i compagni il bullo è un leader, un personaggio da temere e rispettare; il suo atteggiamento è tutt’altro che biasimabile, al contrario, egli prevarica sulle vittime prescelte per acquisire credibilità con i propri pari e mostrare la sua superiorità davanti al gruppo. No, non stiamo parlando di un branco di licaoni muschiati anche se sembrerebbe.
Da un sondaggio della Società Italiana di Pediatria emerge che il 72% degli adolescenti tra i 12 e i 14 anni dichiara di avere assistito ad almeno un atto di bullismo. Secondo il 26% dei maschi interpellati la vittima è una spia o un fifone se “spiffera” tutto ad un adulto. Questo dimostra che al contrario dei licaoni muschiati questi ragazzi hanno capito dove sta la differenza tra il bene e il male; purtroppo il concetto non lo hanno ancora fatto “proprio”, nel senso più profondo del termine. Genitori, per favore, chiedetevi il perché.
Soprattutto ora che il terribile fenomeno sembra aver contagiato anche le giovani rappresentanti del gentil sesso, presentandosi come un trend in crescita nelle scuole britanniche. Nell’U.K. dal 2006 circa 240 donne al giorno in media sono state arrestate per atti violenti. E questo sì che è preoccupante; meriterebbe un’analisi sociologica coi fiocchi.
In Italia è arrivata una riforma pensata anche per far fronte al grave problema dei bulli. Il passo indietro che è stato compiuto attraverso la trasformazione ideata dalla Gelmini è "una risposta ad atteggiamenti eccessivi o addirittura che arrivano al bullismo che vengono illustrati dalla stampa quasi quotidianamente, che si sono manifestati nelle nostre scuole", ha spiegato Silvio Berlusconi durante una conferenza stampa a palazzo Chigi.
La nostra legislazione purtroppo ancora non contempla una simile fattispecie di reato, anche se non sono poche le sentenze conclusesi con la condanna al risarcimento del danno esistenziale derivante da diverse forme di prevaricazione, da quella strettamente fisica, a quella verbale, sia diretta che indiretta. Le vie per rovinare la stabilità emotiva di un adolescente sono infinite, dalle più rozze e palesi alle più subdole e nascoste.
Esistono diverse associazioni no-profit le cui ragioni di vita sono la lotta al bullismo e l’assistenza psicologica alle giovani vittime, come “Sos bullismo” e “Progetto Itaca”. Inoltre è in elaborazione una proposta di legge, promossa da queste organizzazioni per il riconoscimento della fattispecie giuridica nel nostro ordinamento.
Per ora arrivano dai tribunali solo “buone notizie”, per fortuna.
Da poco, per esempio, un’insegnate è stata assolta per aver costretto un giovane bullo (che costringeva un coetaneo ad usufruire del bagno delle femmine perché tacciato dalla comunità come “gay”) a scrivere 100 volte sulla lavagna “sono un deficiente”.
I suoi genitori hanno trascinato la docente in tribunale chiedendo i danni morali; tutto questo per qualche parola scritta ala lavagna. Beh, in effetti se gliel’avessero marchiato a fuoco sulla fronte sarebbe bastata una sola volta. Non siete d’accordo?
Scritto da: Maria Eleonora Pisu
La Redazione.
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Commento postato il 02/04/2010 da "gaia"
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