Poco tempo fa vi avevamo avvertito. A settembre nuovi piani tariffari per tutti, e meno simpatici di quelli vecchi. Voi consumatori ultimi depositari di piani tariffari omai obsoleti, voi che chiamavate gratis e al contempo vi ricaricavate la scheda. Sì, proprio voi, traditi da chi vi ha regalato il vostro compianto e caro, primo numero di cellulare. Pensavate di non avere più scampo? Lo pensavano tutti, ma forse c’è ancora un barlume di speranza.
Probabilmente qualcuno si è impegnato troppo nel bramare una rivalsa. Sta di fatto che Tim e Vodafone, i gestori incriminati, sono adesso sotto il ferreo controllo dell’Antitrust, Autorità garante per la concorrenza ed il mercato, e dell’Agcom, Autorità garante per le Comunicazioni.
Pare che alcune associazioni di consumatori si siano rivoltate di fronte alle variazioni che le compagnie di telefonia mobile hanno apportato alle vecchie tariffe considerate “fuori mercato”.
Il crimine che Tim e Vodafone avrebbero commesso è quello di collusione in barba alle severe regole della concorrenza.
E’ stato Altroconsumo uno degli enti a rivolgersi all’Antitrust, denunciando estremi di pratiche commerciali ingannevoli e omissive “in quanto ai consumatori non sarebbero state fornite informazioni esatte e complete circa la natura, le caratteristiche e le condizioni delle variazioni del piano tariffario”.
Attraverso quei brevi messaggi non sarebbe stata fornita al cliente nessun’altra specifica circa la variazione del servizio: costi della variazione, possibilità e costi del recesso, destino del bonus maturato, ecc.
Se dovessero ravvisarsi le pratiche scorrette paventate i consumatori potrebbero veder invariate le proprie vecchie tariffe, che avrebbero dovuto essere rivoluzionate già da settembre per Tim, e da ottobre per Vodafone.
I clienti interessati dai rincari tariffari sono circa 9 milioni, avvisati dai gestori del cambiamento durante i mesi estivi attraverso un sms: 3 milioni sono in possesso di schede Tim e 5 milioni e mezzo si rifanno alla Vodafone.
Le associazioni dei consumatori hanno rilevato che il rincaro andrà da 49 fino ad 83 euro all’anno, per un guadagno annuale aggiuntivo nelle casse delle compagnie telefoniche che si aggirerà – secondo stime sommarie - intorno ai 700 milioni di euro.
L’ipotesi che si siano messi d’accordo non è poi così lontana. Dopotutto un “cartello”, in inglese “trust”, ha quello scopo: aumentare il prezzo insieme ai diretti concorrenti.
Così tutti ci guadagnano e l’unico a perderci è il consumatore, che si trova a combattere contro l’intero mercato.
E inoltre, queste rivalutazioni del piano marketing decise quasi in contemporanea convincono poco le autorità di vigilanza.
Intanto Altroconsumo consiglia “agli utenti Tim e Vodafone di rifiutare decisamente ogni cambiamento del proprio profilo tariffario in attesa dell´esito del procedimento".
Scritto da: Maria Eleonora Pisu
La Redazione.
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