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Carne da laboratorio per combattere la scarsità alimentare

Notizia del 22/08/2008

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La popolazione del pianeta è in crescita continua. Secondo l´ONU intorno al 2025 si supereranno gli otto miliardi di abitanti, considerando il fatto che i paesi in via di sviluppo che stanno “assaggiando” appena il benessere contribuiscono al 90% dell’incremento demografico e rappresentano i quattro quinti della popolazione mondiale presente al giorno d’oggi.
Si parla sempre più di scarsità. Scarsità dell’acqua, scarsità di cibo, scarsità di aria salubre, scarsità delle fonti energetiche. Se non ci fosse questo margine deficitario non esisterebbe l’economia e tutti vivremmo in armonia in un opulento giardino dell’Eden.

E se invece questa strutturale carenza di risorse si trasformasse in qualcosa di più grave e l’insufficienza divenisse insostenibile? La ricerca scientifica ed i vertici politici già ci stanno riflettendo, ma la loro meditazione si ferma al discorso sull’energia, che muove l’economia mondiale.

E se invece fosse il cibo a scarseggiare? I prezzi di cibi e bevande sono già in aumento e quelle popolazioni dei paesi in via di sviluppo di cui parlavamo hanno ancora fame. E sono sempre di più.

D’altro canto le biotecnologie che intenderebbero risolvere il problema del fabbisogno alimentare sfornano soluzioni poco affidabili anche se fantasiose (meloni quadrati, zucchine giganti, banane con tre teste) e la desertificazione avanza come un mostro minaccioso che trasforma in sabbia tutto quello che tocca.

Arriva a consolarci (o a renderci ancora più diffidenti) la carne artificiale. La carne, cioè, costruita chimicamente al’interno di un laboratorio. Crediamo di essere Dio? E chi ha detto che non lo siamo?

La produzione di carne in provetta risulterebbe inoltre "più pulita, efficiente e igienica - spiega Jason Matheny, dottorando in economia alla Scuola di igiene pubblica Bloomberg della Johns Hopinks University - e risolverebbe tutti i problemi legati al trattamento degli animali".

Matheny, sensibile al problema della scarsezza alimentare, ha fondato nel 2004 un’associazione no profit dedicata alla promozione dei sostituti della carne, la New Harvest.
E non è l’unico ad aver avuto quest’idea, a dire il vero un po’ inquietante.

Anche nei Paesi Bassi stanno portando avanti alcune ricerche allo scopo di creare e rendere commerciabile (e speriamo commestibile) la carne ottenuta in laboratorio. Inoltre l’Organizzazione a sostegno dei diritti degli animali ha messo in palio un premio per chi riuscirà entro il 2012 a dare vita ad un “pollo finto”. E no, non di plastica.

A dire il vero, a sentire il racconto di Oron Catts, ricercatore e uno dei pochi ad aver assaggiato carne artificiale, la plastica sembrerebbe invece un’alternativa meno infelice.
Catts racconta di aver ottenuto attraverso la sintesi in laboratorio due “medagliette” di carne di rana, e di averle cotte in una salsa a base di miele e aglio (ovviamente è americano).

Il muscolo aveva la consistenza del muco, non essendo mai stato sottoposto ad esercizio fisico.
"Era un insieme di stoffa e gelatina", racconta Catts.
Morale della favola, da quel giorno Catts ha smesso di mangiare carne.
Beh, mi sembra una valida alternativa alla scarsezza.

Scritto da: Maria Eleonora Pisu

La Redazione.

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