L’ennesima brutta storia che arriva dalla Cina. Uno squallido tentativo d’insabbiamento da parte delle autorità per salvare il figlio di un alto dirigente della polizia locale e altri due complici dall’accusa di stupro e omicidio di una giovane ragazza nella contea di Weng’An. La versione del suicidio che non convince nessuno. Un parente della vittima ucciso per aver chiesto la verità dopo aver rifiutato del denaro in cambio del proprio silenzio.
Tutto come al solito, i potenti restano impuniti, con tutti gli altri che sanno,ma non possono far niente per impedirlo. Stavolta però, qualcuno ha deciso di gridare, di far sapere a tutto il mondo che certe ingiustizie non possono essere sopportate e ignorate. Si tratta di alcuni studenti dello zio della ragazza, insegnante in un liceo, che hanno guidato migliaia di persone(circa10 mila) in piazza per protestare,assaltando le stazioni di polizia e gli uffici del governo. Edifici e strade in fiamme, scontri con le forze dell’ordine che hanno tentato di reprimere la protesta e di disperdere i manifestanti, un morto, 150 feriti,decine e decine di arresti. Questa volta però, neanche la famigerata censura del governo cinese è riuscita ad impedire che le immagini della rivolta facessero il giro del mondo e della stessa Cina attraverso blog e siti internet, mostrando la rabbia di un popolo che non ha più intenzione di rimanere inerte.
E noi, lasceremo che i soprusi che avvengono quotidianamente in Cina scompaiono dai nostri giornali e dalle nostre televisioni? I nostri governi avranno il coraggio di seguire la piazza e assumere una posizione dura e inflessibile oppure,subiranno il ricatto dello strapotere della nuova economia cinese? Non sarebbe la prima volta purtroppo.
Avremo bisogno che si arrivi al parossismo delle violenze,delle violazione dei diritti umani, delle limitazioni delle libertà più elementari,delle intimidazioni e delle prepotenze da parte di un governo autoritario, prima di alzarci in piedi e gridare con loro?
A due mesi dalle Olimpiadi il governo cinese si preoccupa solamente di minimizzare l’accaduto, mentre il popolo cinese cerca di farsi sentire per non essere più invisibile.
E proprio i Giochi rappresentano una grande opportunità per entrare in un Paese troppo chiuso, che in quei giorni si troverà sotto i riflettori, con gli occhi del mondo puntati addosso e non potrà sbagliare. Sarà il momento giusto per dire basta alla prevaricazione sistematica, alla sopraffazione dei più deboli, alla totale mancanza di rispetto per la dignità umana.
I ragazzi cinesi hanno trovato il coraggio per alzare la voce,noi saremo capaci di ascoltarli?
La Redazione.
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