Nel lungo dibattito politico e sociale che si sta sviluppando ormai da mesi in Italia, sul tema del se e come dare ospitalità agli stranieri, si inserisce un fatto, una buona notizia, un bel gesto.
A Correggio, infatti, un giovane pakistano, dopo aver ritrovato su una corriera una borsetta con cellulare, soldi (più di 200 euro in contanti) e documenti, con l’aiuto di un suo amico connazionale che aveva più padronanza dell’italiano, si è rivolto ai carabinieri per poter far recapitare alla sbadata proprietaria l’importante oggetto smarrito.
Lei , una ragazza sedicenne accompagnata dalla madre, si è recata a casa del giovane per ringraziarlo di persona.
La restituzione di un oggetto trovato è già un atto per cui congratularsi in modo assoluto ed è sempre segno di civiltà ed onestà, ma in questo periodo è moralmente doveroso e fa anche piacere sottolineare chi è l’autore del gesto: un immigrato.
Non lo conosciamo: potrebbe fare qualsiasi mestiere, operaio, ambulante, magari professionista, non importa.
Quello che conta è che valori positivi come onestà, correttezza, rispetto della società e della legge, non dipendono dal colore della pelle e non sono esclusivi di determinate civiltà.
Certo va anche detto che l’immigrazione è un fenomeno da controllare e che spesso, specie su determinate tratte più “libere” da controlli, diventa campo in cui raccogliere manovalanza per la delinquenza e la criminalità organizzata.
Ma a noi resta nel cuore un gesto di bontà… internazionale!
La Redazione.
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