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Cyberg guerra tra Russia e Georgia

Notizia del 14/08/2008

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Nuove frontiere tecnologiche per l’arte bellica. A sentire i georgiani, pare che il conflitto che mentre scrivo si sta consumando nella regione caucasica si stia telematizzando. Ricorderete sicuramente ( una premessa poco raccomandabile alla Paolo Limiti) le abnormi differenze tra le due guerre mondiali, intervallate da un solo ventennio: l’una, guerra di trincea e di maschere anti-gas, occhi negli occhi e armi strette in pugno; l’altra, conflitto nucleare e combattimenti aerei e navali, radar contro radar e cloche tra le dita.

E ora, dopo le paventate guerre biologiche, arrivano le guerre che si combattono online. E’ l’accusa che la Georgia ha avanzato al temibile avversario russo, paese che vanta un notevole curriculum nel campo della tecnologia bellica.

La Russia sarebbe impegnata in un conflitto parallelo, dove ad attacco non corrisponde alcuna difesa: una cyber-guerra a colpi di attacchi di hacking  diretti ai siti web del governo di Tbilisi. Secondo un portavoce delle autorità governative georgiane, i portali dei Ministeri di Interni, Difesa e Affari Esteri del suo paese sarebbe preda da tempo di attacchi informatici indisturbati, architettati e condotti abilmente dagli hacker russi. Il loro lavoro avrebbe addirittura sostituito un’immagine del presidente Saakashvili con un fotomontaggio che lo ritrae in posa al fianco di Adolf Hitler.

Il governo, messo alle strette, avrebbe chiesto a Google il permesso di occupare una pagina su Blogger, per inserire gli aggiornamenti “istituzionali” sul conflitto armato. Nel contempo ha chiesto aiuto ai colleghi del panorama internazionale, contro i cyberg-attacchi, e per una degna diffusione delle news sulla guerra e sulle armi della Russia, in modo che la verità venga a galla.
Secondo due compagnie impegnate nel campo e altre fonti tuttavia “non sussistono le prove di tale sabotaggio”. E addirittura una fonte vicina a Blogger avrebbe messo in discussione le dichiarazioni georgiane, sostenendo che "è impossibile confermare la veridicità del blog" stesso.

Ma la faccenda è ancora più complicata di quello che appare. L’attacco non è partito da server russi, ma americani.
Rimane il fatto che la cyberguerra è cominciata effettivamente lo stesso giorno dell´entrata dei russi in Georgia; l’associazione giunge spontanea. E’ limpido.
E’ la prima volta nella storia che accade una cosa simile. Ma se questa è l’evoluzione della guerra ben venga, le armi vere non passano attraverso i fili. O almeno, non ancora.

Scritto da: Maria Eleonora Pisu

La Redazione.

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