Ieri nella Cina settentrionale una frana di notevoli dimensioni ha seppellito decine di case, spazzato via automobili e trasportato tanti detriti. La “valanga di fango” è stata causata dal collasso di un deposito di scarti di una miniera di ferro, probabilmente non a norma, provocando la morte di 34 persone.
Le forti piogge hanno contribuito fortemente allo smottamento del terreno e risultano ancora tra i dispersi un centinaio di persone, mentre gli operai della miniera di Tashan sono rimasti lievemente feriti. In queste ore continuano le operazioni di soccorso condotte dalla polizia locale con l’aiuto degli abitanti della zona, per scavare accuratamente sotto le macerie alla ricerca dei dispersi.
I soccorritori stanno riscontrando grandissime difficoltà nelle ricerche a causa di un ampio strato di fango e pietre ma ormai da ore provano ad estrarre i corpi senza alcun risultato. Secondo il centro d’informazione sui diritti dell’uomo e la democrazia con sede ad Hong Kong, sotto i detriti potrebbero esserci addirittura 500 persone, e tutti gli abitanti del paese sono sconvolti da quanto è accaduto poiché è successo tutto in pochi minuti senza lasciare spazio per intervenire.
Le immagini mostrate nelle televisioni locali ed i relativi accertamenti hanno mostrato che l’incidente è stato causato da imprese minerarie che scaricano illegalmente la sabbia di detriti minerari in cumuli; quando il cumulo ha raggiunto il limite è crollato, quindi la pioggia non è la reale responsabile. Il direttore ed altri dipendenti della miniera sono stati arrestati per operazioni compiute illegalmente.
La Redazione.
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