GERMOGLI DI PROG NEI GIARDINI ZEN DEI KRIYA
Si erano presentati nel 2008 con una iniziativa che aveva fatto molto parlare di loro:
la pubblicazione di un ep completamente gratuito sul web, aveva destato l´attenzione di stampa e tv locali; "Giardini zen parte 1" (questo era il titolo del lavoro) era un disco grintoso e ben suonato, l´embrione di un esperimento che in seguito avrebbe dato frutti decisamente più dolci.
Il tentativo di codificare una via Italiana all´Hevy Rock era infatti nato con questa iniziativa senza precedenti sulla quale un anno dopo Banana Records 2.0 (etichetta di proprietà della Universo) avrebbe riversato un´attenzione interessata. L´uscita della seconda parte del progetto (per l appunto chiamata "Giardini zen parte 2") è avvenuta infatti sotto le insegne di questa casa discografica.
L´unico elemento di continuità con la prima parte del disco sono le distorsioni pesanti e le esplosioni Hevy con tanto di doppie casse. La seconda parte di questo progetto infatti è un lavoro più complesso e molto più maturo a livello compositivo, rispetto al primo. Dal punto di vista tecnico i Kriya sfruttano la loro coinvolgente energia on stage registrando "Giardini zen parte2" in presa diretta con la sola sovra incisione di voci e cori.
Le atmosfere del disco sono sospese tra energia metal, suggestioni prog (con tanto di brano strumentale, "Black Rain", e tempi composti) e influenze psichedeliche. E´ forte il richiamo agli anni 70, rivisti però con una rabbia moderna, figlia di un distacco dalla realtà che ci circonda che il "Power trio" della capitale rivendica con malinconica dolcezza in "Scacciando l´amarezza" l´unico pezzo in cui i Kriya rinunciano al linguaggio tipicamente Hevy Rock che li contraddistingue evitando per tutto il pezzo le caratteristiche distorsioni rocciose per tirare fuori una pulizia ed uno stile sorprendenti.
"Giardini zen parte2" è in vendita su iTunes e su tutte le piattaforme digitali.
La Redazione