In concomitanza con la visita del vice-presidente americano Dick Cheney in Azerbaijan e in Georgia, il governo statunitense ha annunciato l’arrivo di un piano di aiuti economici ed umanitari a favore dello Stato caucasico coinvolto il mese scorso in un breve ma violento scontro armato con la Russia.
Nel tentativo di spegnere le polemiche legate a presunti aiuti militari alla Georgia, il presidente Bush ha negato fermamente che gli aiuti da stanziare saranno destinati alla ricostruzione dell’apparato militare di quel paese.
La Georgia, beneficiaria di 63 milioni di dollari da parte degli Stati Uniti solo durante lo scorso anno e di 1,8 miliardi di dollari dal 1991, anno in cui ha conquistato l’indipendenza dall’Unione Sovietica, risulta già uno dei paesi che riceve il maggiore aiuto in termini economici da Washington, dopo Iraq, Israele ed Egitto.
Il provvedimento, ha annunciato il Segretario di Stato americano Condoleezza Rice, prevede che 570 milioni di dollari vengano versati già quest’anno mentre il resto sarà legato alle decisioni che prenderà la prossima amministrazione e il nuovo Congresso.
La notizie dell’ingente finanziamento americano per la Georgia fa seguito alla decisione presa nei giorni scorsi dall’Unione Europea di stanziare a sua volta 750 milioni di dollari in aiuti a favore del governo di Tbilisi per aiutare la ricostruzione.
Tali sviluppi della crisi russo-georgiana sono destinati a suscitare nuovi malumori a Mosca, dove il presidente Medvedev e il primo ministro Putin si sono già lamentati sostenendo che gli aiuti umanitari americani destinati alla Georgia nascondono in realtà forniture militari per l’esercito del presidente Saakashvili.
La significativa espansione dell’assistenza americana alla Georgia rivela l’importanza strategica di questo paese per la Casa Bianca in un’area tradizionalmente sottoposta all’influenza sovietica e russa.
Georgia e Azerbaijan fin dalla loro indipendenza hanno intrapreso un percorso di avvicinamento verso l’occidente e agli Stati Uniti in particolare e il loro territorio rappresenta un essenziale punto di passaggio per le forniture di petrolio e gas naturale che dal Mar Caspio e dall’Asia Centrale si dirigono verso l’Europa e il Mediterraneo.
La Redazione.
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