Dormire fa bene. E non è solo una constatazione comune. Ce lo conferma la scienza. Ma c’è di più: secondo uno studio pubblicato sulla rivista Psychological Science (realizzato dai ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center e del Boston College), durante il sonno la mente seleziona cosa ricordare e cosa no, e abbandona le memorie neutre per conservare quelle emotivamente significative.
L’importanza del sonno per mettere in ordine nel nostro cervello le cose già apprese (le cosiddette memorie procedurali, ossia il ricordo di come si fa qualcosa) era già noto. L’idea che il sonno possa giocare un ruolo fondamentale nei processi di apprendimento e memorizzazione ha ricevuto numerose conferme empiriche da recenti studi comportamentali, neurofisiologici e di genetica molecolare, sia nell’uomo che nell’animale. Gli studiosi americani, invece, sono andati oltre: hanno messo chiaramente in luce l’importanza primordiale del sonno anche per la costruzione dei futuri ricordi a lungo termine.
Durante le attività quotidiane, infatti, il cervello ingloba informazioni e attiva connessioni neurologiche, le sinapsi. Di notte la mente riorganizza queste informazioni e conserva solo quelle reputate rilevanti. Il sonno può essere visto dunque, ormai anche scientificamente, come un momento in cui il cervello fa ordine su cose già apprese. Senza il giusto riposo, a quanto pare, i ricordi svaniscono prima: la carenza di sonno, oltre ad impedire il riordino dei pensieri già immagazzinati, grava anche sulla formazione di nuovi ricordi che si formeranno nei giorni seguenti. Decisamente ci conviene regalarci qualche ora di sonno in più!
La Redazione.
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