Il 4 novembre 1918 è un’altra di quelle date che gran parte degli italiani ha dimenticato, rimosso dalla memoria. Eppure quel giorno, al pari del 20 settembre 1870, si fece la storia dell’Italia Unita.
Sono trascorsi esattamente 90 anni, ed il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, vorrebbe ripristinare la festività nazionale, così come è avvenuto per la Festa della Repubblica, il 2 giugno, ad opera del Presidente Ciampi.
Celebrare degnamente una data fondamentale per la storia del nostro Paese, “per ricordare la fine della prima guerra mondiale e il sacrificio di chi è morto per l’unità nazionale”.
Il 4 novembre 1918, che permise a Trento ed a Trieste di essere integrati nello Stato italiano, infatti, si concluse vittoriosamente la Grande Guerra che segnò la sconfitta e la successiva dissoluzione degli Imperi Austro-Ungarico e Germanico.
Solamente un anno prima, nel 1917, nella fase più difficile della guerra, il 24 ottobre, gli errori militari e le scelte tattiche sbagliate ed insensate del generale Cadorna (poi sostituito da Armando Diaz), portarono al disastro di Caporetto. Il 24 ottobre, un’armata austriaca rinforzata da sette divisioni tedesche, sull’alto Isonzo, attaccò e sfondò le linee italiane, cogliendo impreparate le truppe nostrane, demoralizzate e stanche. Moltissimi giovani soldati persero la vita in quella tragica battaglia.
L’inopinata e gravissima sconfitta di Caporetto, ebbe, però il merito di risvegliare l’amor di patria dei militari italiani, che valorosamente riuscirono a combattere e resistere sul Piave.
Pochi mesi dopo, il 24 Ottobre sul fronte di quello stesso storico fiume, gli italiani lanciarono un’offensiva, quando ormai l’Impero Austro-Ungarico era in piena crisi.
Gli austriaci, incapaci di organizzare una difesa, causa le defezioni dei reparti cechi ed ungheresi, finirono sul campo nella battaglia di Vittorio Veneto, ed il 3 novembre firmarono a Villa Giusti, presso Padova, l’armistizio con l’Italia; armistizio che sarebbe entrato in vigore il giorno successivo, 4 novembre.
La disfatta nemica e la vittoria dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, fu annunciata al popolo italiano attraverso un documento ufficiale emesso dal Comando Supremo dell’esercito, conosciuto come “Bollettino della Vittoria”
Non si può dimenticare il prezzo elevatissimo che l’Italia pagò per la vittoria del 1918, oltre 600.000 morti ed un milione di feriti.
Ragazzi, figli, padri, fratelli, giovani e meno giovani, sacrificarono le proprie vite per un fine ultimo che, forse, non tutti riuscivano a comprendere. Grazie a quel sacrificio l’Italia si trasformò nella Patria di tutti, “la Patria degli italiani”.
Il 20 settembre 1870, grazie alla breccia di Porta Pia e la conseguente fine del potere temporale del Vaticano, l’Italia divenne, dopo secoli di tirannie straniere ed inutili divisioni interne, un’unica nazione, finalmente unita.
Il 4 novembre 1918 gli italiani divennero un popolo. Quel giorno segnò la nascita di un’identità nazionale, la creazione di una memoria collettiva condivisibile, prescindendo dalle ideologie politiche.
La Redazione.
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