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Il Web che fa paura: cronache dall´Italia

Notizia del 04/09/2008

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Sono un siciliano che cerca di seguire un percorso di autonomia. Lavoro da parecchi anni nel campo della scrittura. Mi occupo di storia, ma anche di fatti. Mi coinvolgono le cause che ritengo obiettivamente giuste. Tempo fa ho scoperto internet e ho deciso di mettermi in gioco, con un sito di documentazione storica e di inchiesta civile. Così è nato "accadeinsicilia.net

Così parlava di se lo storico Carlo Ruta in un´intervista rilasciata tre anni fa, poco dopo che il suo sito venisse oscurato dietro ordinanza del Tribunale di Ragusa. Ora, una sentenza definitiva del giudice Patricia Di Marco, lo condanna per il reato di stampa clandestina.

In nome del Popolo Italiano, si legge, All’odierno imputato è stato contestato il reato di cui agli artt. 5 e 16 della L. n. 47 dell’8.02. 1948 per avere intrapreso la pubblicazione del giornale di informazione civile denominato “Accade in Sicilia” e diffuso, con registrazione avvenuta il 16.12.2003, sul sito Internet www.accadeinsicilia.net senza che fosse stata eseguita la registrazione presso la cancelleria del Tribunale di Modica, competente per territorio.

Secondo il sito PaceLink.it, alla base di tale sentenza ci sarebbero le eccessive ambiguità della legge sull´editoria entrata in vigore nel 2001: ha genericamente esteso l´obbligo di registrazione delle testate a non meglio specificati prodotti editoriali, lasciando ai giudici l´onere di decidere in base a criteri soggettivi cosa rientra in questa categoria e può essere pertanto sanzionato".
dichiarano i redattori dell´associazione, in un comunicato di solidarieta a Ruta.
Va ricordato che tutta la controversia legale nasce dalla denuncia presentata dal magistrato Agostino Fera, riconosciuto, non solo dal Ruta, ma anche dallo stesso presidente dell’Antimafia Francesco Forgione, come il Procuratore della Repubblica che ostacolò l´inchiesta sull´assassinio del giovane giornalista ragusano, Giovanni Spampinato.

La Redazione.

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