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Il fratello segreto di Barack Obama

Notizia del 20/08/2008

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Prosegue quasi senza sosta la battaglia per le elezioni presidenziali negli Stati Uniti tra il candidato democratico Barack Obama e il repubblicano John McCain.
Come di consuetudine, nella campagna elettorale americana non si risparmiano colpi bassi; i contendenti sanno che le proprie vite saranno spiate, studiate, scandagliate, rese pubbliche sin nei minimi dettagli: tutto è lecito, tutto è consentito.

Le strategie preparate dai rispettivi esperti del settore, non contemplano la possibilità di sbagliare, soprattutto a così pochi mesi dalle elezioni. Non sempre, però, tutto fila liscio come programmato. Dopo le pubbliche e calcolate ammissioni di colpa, da parte di entrambe i candidati, riguardo svariati (e più o meno gravi) errori di gioventù, l’uso di droghe per Obama, il divorzio(?) per McCain, saltano fuori dall’armadio in cui erano rinchiusi, i primi, indesiderati scheletri.

Parlando di lui nel suo libro “I sogni di mio padre”, il senatore dell’Illinois, non gli aveva dedicato più di due righe, descrivendolo come “un ragazzino dalla testa tonda e dallo sguardo circospetto”. Il “lui” in questione è George Hussein Onyango Obama, il più giovane tra i fratelli del popolare candidato democratico.
Il padre, Barack Hussein Obama senior, era poligamo, come gran parte degli uomini in Kenya e alla sua morte aveva lasciato quattro mogli e otto figli.
Hussein, ha 26 anni, il volto segnato da troppe cicatrici, ricordi indelebili delle molte risse cui ha partecipato vivendo per strada per dieci anni. Oggi vive in una baracca a Huruma, nella periferia di Nairobi e, fino ad ora, il più sfortunato dei fratelli Obama, non si era mai lasciato avvicinare da nessuno. L’impresa è riuscita ad una giornalista di Vanity Fair Italia, che ha dato voce allo sfogo di Hussein, deciso a ribellarsi (chissà perché proprio ora!) ad una realtà difficile da accettare: un fratello con il suo stesso sangue che rischia di arrivare alla Casa Bianca, mentre lui tenta di sopravvivere ogni giorno in una baraccopoli africana.

Racconta della vita a Nairobi, dove si vive con meno di un dollaro al mese e dove un ragazzo rimasto solo ha dovuto imparare a prendersi cura di sé, perché nel ghetto le risse sono all’ordine del giorno e la polizia “non ti arresta, ti spara”. 
I due si sono visti soltanto in un paio di circostanze, la prima non è ormai che un lontanissimo e sbiadito ricordo, quando Gorge Hussein aveva solo cinque anni.
La seconda, invece, risale a due anni fa. Il senatore democratico fece tappa in Kenya durante un tour pubblicitario nel continente africano e portò tutta la sua famiglia, la moglie Michelle e le sue bambine Malia e Sasha, a conoscere la nonna Sarah. Fu quella l’occasione per rivedere anche il fratello dimenticato, che parlando di quel confronto, lo descrive come un incontro breve: “Ci siamo parlati. E’ stato curioso. Come incontrare un estraneo”. 
Il risentimento verso il fratello maggiore è evidente: “Vivo come un recluso, nessuno sa che esisto. Se qualcuno mi chiede se Obama è un mio parente dico di no, mi vergogno”.

L’uscita allo scoperto del fratello dimenticato e disagiato, salta fuori, proprio nel momento peggiore della campagna elettorale per le presidenziali di novembre. Gli ultimi sondaggi registrano, infatti, un netto recupero da parte del “rugoso” McCain. Stando all’ultimo sondaggio della Quinnipiac University, il distacco tra i due candidati, sarebbe oggi di soli cinque punti (47 a 42 a favore di Obama); il Los Angeles Times, illustra addirittura uno scenario di sostanziale pareggio, con una distanza inferiore ai due punti.
La strategia adottata dai repubblicani, che negli ultimi mesi hanno messo in atto una campagna pesante denigratoria contro Barack Obama, ha quindi portato i risultati sperati, se si pensa che soltanto poche settimane fa, nel mese di luglio, il senatore dell’Illinois sembrava quasi irraggiungibile, era infatti in vantaggio 50 a 41.

Mancano tre mesi alle elezioni che potrebbero cambiare la storia degli Stati Uniti, lo scontro tra il giovane progressista Obama e il vecchio conservatore McCain, continuerà senza esclusione di colpi, come vuole la tradizione Usa, e forse, tra amanti e fratelli segreti, si discuterà anche di programmi elettorali. Crisi economica, tasse, sanità e politica estera, conteranno più di un segreto malcelato?

La Redazione.

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