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Il mal di scuola non è solo un capriccio

Notizia del 08/09/2008

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Zainetto nuovo, matite temperate di fresco, libri che ancora profumano di stampa, quaderni immacolati. I bambini di tutte le età si preparano in questi giorni al ritorno sui banchi. Chi con curiosità per il primissimo giorno di scuola, chi con entusiasmo di rivedere i compagni e chi di conoscerne di nuovi, chi con l’apprensione di non aver finito tutti i compiti delle vacanze e chi con la nostalgia del mare già lontano. Eppure quando si tratta di andare a scuola tanti bambini si ammalano. Sono solo capricci? Non sempre, dicono gli esperti.

Il mal di scuola. Disagio reale
Ogni anno un discreto numero di bambini delle materne ed elementari lamenteranno mal di pancia, mal di testa, dolori e persino febbre. Disturbi, questi, che con tutta probabilità scompariranno durante il weekend. Si tratta del cosiddetto “mal di scuola”, che molti genitori considerano solo un semplice capriccio.
Quando i piccoli studenti trascorrono un po´ di tempo senza andare a scuola è possibile che il disagio di ritrovarsi tutto a un tratto immersi a tempo pieno in una situazione poco famigliare si trasformi in sintomi fisici reali.
L´ansia per la scuola, che interessa il 5% dei piccoli, assale indifferentemente bambini e bambine, in special modo quelli di 5, 6, 10 e 11 anni di età: tanto più lunga è stata l´assenza dai banchi, tanto più difficile è il rientro. Così, chiaramente, la riapertura delle scuole a settembre è il momento in cui si registra il maggior numero di casi, ma il fenomeno si presenta nel corso dell´intero anno. Non si tratta di meri capricci, ma di disturbi psicosomatici, che riflettono sul fisico uno stato psicologico alterato: inquietudine, tensione, paura del distacco, senso di inadeguatezza e problemi di apprendimento, timore di essere rifiutati dai compagni, fino a casi di incompatibilità con l’ambiente scolastico socializzato per la paura di cedere vittime dei piccoli bulli.

A scuola lo stesso
Pediatri ed esperti di psicologia infantile sottolineano che, se non vengono identificati i sintomi di una malattia contagiosa o non sia effettivamente presente la febbre, i genitori dovrebbero ugualmente mandare a scuola i propri figli, aiutandoli a superare le proprie paure con affetto e spronandoli a socializzare al di fuori delle mura di casa. In questo caso possono essere di grande supporto l’iscrizione a sport di squadra o la partecipazione ad attività extra scolastiche come musica  e teatro.

La Redazione.

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