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Il sol dell´avvenire: un film contestato

Notizia del 12/08/2008

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Nella 61esima edizione di quest’anno del festival di Locarno, c’è una novità: Un film documentario che ha fatto discutere critici, personaggi politici e parenti delle vittime delle B.R., le Brigate Rosse.

Il film documentario del regista Gianfranco Pannone  è “Il sol dell’avvenire” ed è tratto dal libro di Giovanni Fasanella. Ma cosa sono le BR? Qali sono i motivi della contestazione?

Secondo i dissidenti il film metterebbe in rilievo in maniera esagerata le B.R., trascurando le vittime di quelle stragi spietatamente messe in atto in nome dell’ideologia politica; inoltre il film sarebbe stato realizzato grazie a fondi messi a disposizione dal ministero dello spettacolo, ritenuto di carattere culturale.

Fatte queste premesse, per una persona di mezza età come me, che ha vissuto se pur da spettatrice, il periodo delle lotte studentesche del ‘68 ed il fenomeno così grave del terrorismo, nasce spontaneo l’interessamento alla vicenda. I ricordi passati portano a rammentare le notizie tragiche dei vari attentati, o dell’uccisione di Aldo Moro e di altri personaggi politici e non.

Dopo il primo sgomento veniva naturale, a noi giovani di allora, cercare di capire. Pur non condividendone assolutamente le scelte tuttavia, anche sforzandoci, non riuscivamo a comprendere i motivi di tanta efferata violenza.

Ebbene, probabilmente lo scopo principale del libro e del film potrebbe essere proprio questo: entrare nel meccanismo di come quel gruppo di persone ha iniziato delinquere; di come alcuni di loro sono rimasti seppur nella contestazione, all’interno di una politica “di Stato”, e come “altri” hanno scelto di uscire dalle regole, in contrapposizione al diritto di democrazia. Se così fosse, il film potrebbe avere un carattere educativo non indifferente, per conoscere, per capire e per evitare quegli sbagli legati all’esaltazione politica, fondata sull’odio dell’altro.

Andando inoltre a frugare sui trascorsi dello scrittore, ci si rende conto che in passato lo stesso Fasanella ha scritto due libri: “I silenzi degli innocenti” e “Mio padre” dedicati ad alcune delle vittime del terrorismo, contenenti interviste ai parenti delle vittime stesse.

Comunque il film non è ancora uscito e non si sa se rimarrà solo nelle biblioteche come  documentario storico. Se ciò avverrà,  rimarrà la curiosità di noi gente comune, di conoscere il vero valore di un film particolarmente esclusivo. Un film che, nel farci vivere nell’intimo e nei pensieri di quegli uomini, ci aiuti a  non  creare mai le condizioni per commettere gli stessi sbagli.
E poi se vogliamo saperne di più, possiamo acquistare sempre il libro e acculturarci su quel periodo tanto delicato della nostra storia politica.

La Redazione.

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