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Insegnanti armati in Texas

Notizia del 17/08/2008

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Garantire la sicurezza nelle scuole è diventata una priorità negli Stati Uniti. Prevenire sparatorie, proteggere studenti e docenti in caso di sparatoria o attacco armato è, secondo molti, un’urgenza non più prorogabile.
Il provveditorato agli studi di Harrold, in Texas, ha approvato un provvedimento che, con l’inizio del nuovo anno scolastico, previsto per la fine del mese, consentirà agli insegnanti di presentarsi a scuola armati. Il programma “Guns for teachers”, il primo del genere negli Stati Uniti, ha già ottenuto l’approvazione dei genitori degli studenti.

David Thweatt, sovrintendente scolastico, presentando il programma, ha precisato che per gli insegnanti che sceglieranno di far parte del progetto, è previsto uno speciale corso di formazione il cui scopo sarà fornire ai docenti principi ed elementi di “gestione delle crisi”.

Secondo hweatt, il campus di Harrold, con i suoi 110 studenti, sarebbe particolarmente esposto ad eventuali attacchi armati, a causa della vicinanza di importanti arterie stradali. Inoltre, i 30 minuti di macchina che separano l’edificio scolastico dall’ufficio dello sceriffo, rappresenterebbero, secondo i più, un grave rischio, quello di lasciare ragazzi e insegnanti privi di protezione, alla mercè degli assalitori. Ragionamento condiviso dalla stampa locale che ha appoggiato totalmente l’adozione del programma “Guns for teachers”; scrive, infatti, il quotidiano Fort Worth Star-Telegram: “Da quando il governo federale ha dichiarato le scuole zone gun-free, i casi di conflitti a fuoco si sono moltiplicati”.

Lo Stato del Texas ha dichiarato fuorilegge le armi a scuola, prevedendo, ciò nonostante, la possibilità per i singoli istituti di autorizzarle.

Il problema dei ragazzi armati, torna ciclicamente a far discutere negli Stati Uniti, che negli ultimi anni hanno assistito inermi al crescente e preoccupante aumento delle sparatorie nelle scuole superiori e nei campus universitari, l’ultimo in ordine cronologico, la strage del politecnico Virginia Tech, il 16 aprile 2007, quando uno studente si presentò armato nelle aule del campus e fece fuoco sui suoi compagni, uccidendo 33 ragazzi.

Il caso più eclatante e tristemente famoso, rimane il massacro di Columbine, considerato il più sanguinoso episodio di violenza in una scuola, negli States. . Il 20 aprile del 1999, Eric Hrris e Dylan Klebold, sconvolsero l’America e il mondo intero. I due ragazzi, influenzati da un’assurda ideologia neonazista (il 20 aprile 1889 è la data di nascita di Hitler), si introdussero nell’edificio della Columbine High School e, seguendo nei minimi dettagli un folle programma minuziosamente preparato nelle settimane precedenti, aprirono il fuoco su molti compagni di scuola e insegnanti. Morirono 13 studenti e un insegnante e rimasero feriti in 24. Eric e Dylan morirono suicidi all’interno della scuola.


Nei giorni seguenti il massacro, numerosi dibattiti cercarono di trovare una spiegazione al folle gesto dei due ragazzi e, non mancarono discussioni sul bullismo endemico delle scuole statunitensi, e sul ruolo che film e videogiochi estremamente violenti, ricoprono nella società americana.

Nonostante tutte le discussioni e tutti i dibattiti, episodi di violenza nelle scuole da parte di studenti armati, continuano a campeggiare periodicamente sulle principali pagine dei giornali, catalizzando l’attenzione dei network Usa. Il grande interrogativo, riguarda la legislazione statunitense in materia di armi; la questione principale, resta ed è purtroppo destinata a restare, l’eccessiva facilità d’accesso alle armi, il controllo sulle vendite e sulla loro detenzione.

In una società violenta come quella americana, in cui le disuguaglianze sociali acuiscono la crisi legata alla crescente criminalità giovanile, rispondere all’emergenza creata da studenti emarginati, confusi, disorientati e armati, armando a loro volta gli insegnanti, legittimamente spaventati, non sembra essere la soluzione ideale. Le lobby delle armi ringraziano.

La Redazione.

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