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L'Europa non è a rischio recessione

Notizia del 29/04/2008

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“L’Europa non è a rischio recessione” ha dichiarato nella giornata di ieri, in occasione della presntazione del Rapporto di Primavera dell’Unione Europea,  il Commissario per gli Affari economici e monetari UE Joaquin Almunia. “Sebbene – aggiunge Almunia – l’inflazione e lo spettro di una crisi bancaria rappresentino una minaccia reale per la crescita economica europea”.
Il tasso di inflazione registrato nella zona euro a fine marzo 2008 supera abbondantemente il limite del 2% imposto dalla Banca Centrale Europea; per il 2009 si prevede un incremento non inferiore ad un punto percentuale rispetto al 3,6 per cento di fine marzo ed al 3,1 per cento dello scorso anno.
La Banca Centrale Europea annuncia “Siamo disposti a ritoccare anche i tassi di interesse che oggi sono al 4% contro al 2,25% della Federal Reserve americana.
L’Unione Europea – ha aggiunto Almunia – ha dovuto rivedere anche le previsioni di crescita economica dei 15 paesi in zona euro che hanno fatto segnare, dall’inizio del 2008, un incremento del +1,7% rispetto al +2,6% dello scorso anno.
“L’alto tasso di inflazione terrà in scacco l’Europa più a  lungo del previsto” ha affermato oggi il presidente della Bce Jean-Claude Trichet davanti all´Europarlamento europeo.
Tra i paesi di Eurolandia, il record per i minimi storici se lo aggiudica l’Italia con un tasso di crescita economica a fine marzo dello 0,5% rispetto al +11,7% previsto a fine autunno scorso dalla Commissione europea e ritoccato a inizio marzo a +0,7. Dovrebbe essere del  +0,8 il tasso di crescita in Italia nel 2009. Un miglioramento che rimane comunque al di sotto del potenziale stabilito dall’UE dell’1,6%. Il rallentamento della crescita economica avrà effetti negativi anche sul tasso di crescita occupazionale che è oggi del +0,5% (rispetto allo 0,4% del 2007). Nota positiva in un quadro piuttosto allarmante giunge dall’incremento del tasso di retribuzione che dal -0,8 del 2007 è salito quest’anno al +0,8%, anche se nel 2009 il dato subirà una nuova decelerazione. In ultima battuta, la Commissione europea stima il rapporto deficit/Pil  al 2,3% dall´1,9% registrato nel 2007; previsto un aumento fino al 2,4% nel 2009.
Almunia ha poi commentato “E’ la crescita economica molto bassa, legata ad una lenta evoluzione della produttività, il problema dell’Italia che andrebbe fronteggiata – suggerisce – con una diminuzione del debito pubblico e finanze pubbliche sostenibili”.


La Redazione.

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