Un italiano su due, tra i 18 e i 45 anni, durante la notte di San Lorenzo avrà un unico desiderio. Trovare l’amore vero e duraturo. Patetico eh? Sì, soprattutto se andiamo a dare un’occhiata alle statistiche sulla longevità delle coppie e della loro fatale evoluzione, le famiglie.
Secondo un’indagine Istat nell’arco di dieci anni divorzi e separazioni sono aumentati a dismisura, e rispettivamente del 51,4% e del 39,7%. Questo dato sarebbe allarmante se credessimo alla favola dell’anima gemella.
E’ un dato di fatto. Le unioni diventano sempre meno solide, a prescindere dalla presenza o meno dei figli. Solo nel 2006 le separazioni sono state 80.407 e i divorzi 49.534. Ciò significa 5,4 separazioni e 3,3 divorzi ogni 1.000 coppie coniugate.
Sembra tuttavia che negli ultimi tempi la tendenza, così ripida, si sia invertita, anche se di poco. Ad esempio, rispetto al 2005 nel 2006 si è registrata una diminuzione delle separazioni del 2,3%. Stessa cosa per il 2004, ma con il paradosso dell’aumento dei divorzi.
Si separano di più al Nord, e in particolare in Liguria dove possiamo contare 7,5 separazioni e 5,1 divorzi ogni 1.000 abitanti; nel sud invece il primato di stabilità di coppia è detenuto dalla Basilicata che si attesta a 3,2 separazioni e 1,5 divorzi ogni 1000 unità. Chissà perché, ma ce l’aspettavamo.
E per quanto riguarda le modalità di rottura? L’85% delle separazioni è consensuale, stessa storia per il 78% dei divorzi. E dire che un tempo esisteva solo la separazione per colpa.
Ma c’è anche una buona notizia. Negli ultimi anni è aumentato del doppio il ricorso
all’affidamento condiviso dei pargoli. L’istituto è però, tanto per cambiare, maggiormente diffuso al nord. Nel sud è ancora la madre a prevalere nella stragrande maggioranza dei casi, per l’affidamento dei figli. Ma qui sbaglio o per la tradizione ci si da la zappa sui piedi?
Scritto da: Maria Eleonora Pisu
La Redazione.
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