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La Festa de Noantri.

Notizia del 19/08/2008

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Una pia leggenda vuole che alcuni pescatori, nei primi anni del ‘500, avessero trovato in una cassa galleggiante a largo della foce del Tevere una statua di legno raffigurante la Vergine. La “pesca miracolosa” fu interpretata come un segno divino dai protagonisti della scoperta, che subito portarono la scultura in processione nella basilica di San Crisogono.

Negli anni si decise di dare una maggiore venerabilità alla statua, che le donazioni dei fedeli avevano “arricchito” di vestiti e ornamenti preziosi. Fu così che i confratelli del Carmine, quelli dei due sodalizi trasteverini dei Vascellari e dei Pescivendoli, insieme ai padri Carmelitani e ai fedeli del rione decisero di affidarla alle cure delle monache di Sant’Apollonia.

Dal 1909, per intercessione di San Pio X, è definitivamente custodita nella chiesa di Sant’Agata. Così, da circa 500 anni, a Roma si rinnova la devozione dei fedeli verso questa immagine sacra della Madonna, detta “Fiumarola”, per ricordarne il luogo dove fu trovata, o anche “De’ noantri”, cioè propria dei fedeli della città. E soprattutto di quelli del rione capitolino che, più degli altri, è simbolo di romanità: Trastevere.

È proprio da questo legame affettivo con la statua della Madonna del Carmine, che la celeberrima “Festa de’ noantri” prende spunto.
La ricorrenza, una delle poche della tradizione romana ad esser ancor oggi festeggiata, ha inizio il sabato successivo al 16 luglio, data in cui la Chiesa celebra  la Madonna del Carmine, e qui la statua della vergine, rivestita con i preziosi abiti e gioielli offerti dalla devozione dei fedeli, viene portata attraverso le strade del rione in solennissima processione – alla quale partecipavano anche il Senatore di Roma e i Conservatori – dalla chiesa di Sant’ Agata, dove è venerata, fino alla basilica di San Crisogono, e qui rimarrà esposta alla venerazione popolare fino al lunedi mattina successivo all’ Ottava, quando con processione altrettanto solenne, verrà riportata a Sant’ Agata.

Come avviene oramai per la maggior parte delle feste rionali a far da cornice all’ evento si pongono una miriade di bancarelle di ogni tipo che trovano posto lungo le rive del biondo tevere.
Nonostante sia a molti sconosciuta la festa è ancora in grado di attirare tantissima gente: romani del “vecchio” rione, vecchi tresteverini oramai affascinati dai nuovi quartieri ma che ritornano alle origini appositamente per la festa, nonché moltissimi turisti che trovatisi per caso in quel di trastevere hanno potuto godere di quel privilegio a noi tanto caro: sentirsi per un giorno veri romani.

La Redazione.

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