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La curva della felicità. Scende a 40 anni e poi risale.

Notizia del 30/01/2008

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La felicità è effimera. E’ il sentimento degli idioti recitava un famoso film. E una recente scoperta, dimostra che la felicità rischia di appannarsi alla soglia dei 40 anni. Lo afferma uno studio condotto da Andrew Oswald dell´Università inglese di Warwick e David Blanchflower del Dartmouth College in USA. L’esperimento ha coinvolto due milioni di persone di 80 paesi del mondo: la forma della felicità, rivelano gli esperti sulla rivista di sociologia più citata al mondo, “Social Science e Medicine”, é dunque quella di una “U”: la felicità e il benessere psichico hanno un picco positivo in giovane età, poi calano nella mezza età. Ma ma niente paura, i lumi del benessere mentale si riaccenderanno passata la fase critica degli “anta”.

L´effetto contrario si ha per la depressione, che avrebbe il suo picco massimo proprio intorno ai 40 anni. Gli esperti hanno raccolto una mole enorme di dati a livello mondiale, Italia compresa, per esaminare se vi fosse l´esistenza di un trend comune a tutte le persone, indipendentemente da origine geografica e stato economico-sociale. Sorprendentemente questo filo conduttore comune, in paesi poveri come nell´opulento Occidente, l´hanno trovato scorrere lungo una “U”; forse le linee immaginarie seguite da felicità e depressione sono tracciate da qualcosa radicato nella stessa natura umana. Così mentre all´approssimarsi dei 40 la felicità scema, la depressione incalza, indipendentemente dalle condizioni di vita.

"Alcune persone soffrono più di altre ma l´effetto accomuna tutti - dichiara Oswald - single e sposati, uomini e donne, ricchi e poveri, con o senza figli; nessuno sa perché questo dato appare così costante". E´ possibile, aggiunge Oswald, che intorno ai 40 le persone acquisiscano quella maturità che le rende capaci di accettarsi per quel che sono, coi loro punti di forza e debolezze e che dicano addio così una volta per tutte a tante aspirazioni irrealizzabili. "Qualcosa avviene di misteriosamente profondo dentro di noi - conclude Oswald - e solo dopo i 50 le persone cominciano a riemergere da questo periodo cupo". Sarà pur vero che la vita comincia a 40 anni, quindi, ma per la felicità forse dobbiamo aspettare i 50.

Scritto da:Ivana Calò

La Redazione.

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