Il rapporto compilato da Confcommercio e Legambiente disegna un’Italia “a due velocità”. Da una parte le città a vocazione artistica, industriale, balneare; centri che funzionano come calamite. C’è già tutto; per questo riescono ad attirare sempre più risorse, umane e non.Ma più ne attirano, più crescono, e più crescono più diventano ricettive.
E chi corre nell’altro parallelo? I piccoli paesi, centri abitati che si svuotano lentamente di persone e di attrattiva. Lo studio, "1996/2016 - Eccellenze e ghost town nell´Italia dei piccoli comuni", prevede che nel 2016 i comuni colpiti da quello che viene definito un “disagio insediativo” saranno 4.395. Il dato è preoccupante, soprattutto considerando il fatto che si tratta della metà esatta dei comuni italiani. Ma quelli destinati a diventare “ghost town” sono 1.650.
Può un paese estinguersi? Basta fare un giro nell’oristanese, una zona del centro Sardegna, per rispondere. La situazione più allarmante è a San Vero Milis: 1.731 case abbandonate contro 887 case abitate.
In 2.048 comuni invece l’amministrazione è riuscita a creare sinergie locali capaci di restituire valore al territorio e di valorizzare le eccellenze native. Parliamo dell’asse della Pianura Padana e di alcune zone dell’Umbria e delle Marche. Perché le attrattività ci sono; la sfida è nel saperle promuovere e vendere al meglio. Spetta al 10,4% degli italiani che vivono (o meglio risultano residenti) in questi piccoli centri, fortemente dipendenti dal settore primario, le rendite agricole. Inutile menzionare le carenze dal punto di vista infrastrutturale. Il sistema scolastico e sanitario lascia davvero a desiderare. Per non parlare dei trasporti, anch’essi fantasma. Come biasimare chi decide di partire in cerca di una qualità della vita degna di essere definita tale?
Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio ammonisce così le vittime dello spopolamento: "Dal rapporto emerge uno ´spaccato´ del nostro Paese che mostra non tanto la consueta contrapposizione geografica Nord-Sud, quanto un´Italia a diverse velocità in cui chi è in ritardo non recupera. Di fronte al rischio concreto di desertificazione, nel prossimo decennio, per numerosi piccoli comuni, ci deve essere un impegno e uno sforzo collettivo ancora maggiore da parte di tutti i soggetti - istituzioni, enti locali, cittadini, imprese - perché quei luoghi e quelle identità, che sono non solo un patrimonio di inestimabile valore ma le radici stesse del paese, non vadano perduti e spariscano per sempre".
Potremmo prendere esempio dagli spagnoli, che con le loro “caravanas de amor” hanno ripopolato l’entroterra della penisola iberica. Le “carovane dell’amore” sono bus pieni di donne in età da marito, ripescate dal Sud America, che da una dozzina d’anni si dirigono in Spagna dietro la promessa di trovare marito. Tutto iniziò quando in villaggio spagnolo, Plan, rimasero inspiegabilmente solo uomini. 170 maschi. Soli. Di mezz’età. Quanti calzini? 340.
Che incubo.
Scritto da: Maria Eleonora Pisu
La Redazione.
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