Ieri, 7 maggio, Il presidente cinese Hu Jintao (da qui in poi da leggere con sarcasmo) ha invitato il Dalai Lama e i suoi sostenitori a mostrare "sincerità" e li ha di nuovo accusati di essere i responsabili della rivolta in Tibet e del tentativo di danneggiare le Olimpiadi di Pechino.
Il focolaio umano più discusso del periodo continua a raccogliere le sentite opinioni di tutto il pianeta, comprese quelle di che ha il potere di urlare più forte. Mentre da un fronte le folle incattivite tentano (a Londra, Parigi, San Francisco, Australia ) di boicottare la festa cinese per la staffetta della torcia olimpica, numerosi leader nazionali offrono il loro appoggio “morale”. In Europa Angela Merkel, Gordon Brown e Sarkozy si sono dichiarati vicini alla lotta per i diritti umani dei fratelli tibetani.
Per dirne una Hillary Clinton ha chiesto formalmente al presidente George Bush di non partecipare alla cerimonia di apertura dei giochi l´8 agosto "in assenza di modifiche all´atteggiamento del governo cinese nei confronti del Tibet".
Per avere una pallida idea di quello che sta succedendo nel mondo, basti pensare che a San Francisco tre attivisti per i diritti umani si sono arrampicati con delle funi sulla Torre sud del Golden Gate, a 45 metri di altezza, per esporre due giganteschi striscioni intitolati "Tibet libero".
A Parigi non sono stati da meno. Una bandiera nera con cinque manette intersecate al posto dei cerchi olimpici ha sventolato sulla Torre Eiffel per denunciare la repressione perpetuata dall’etnia numericamente più forte del pianeta, quella degli han cinesi. Costoro da soli costituiscono il 92 % della popolazione cinese ed il 19 % di quella mondiale.
Vi riporto la fantastica frase di Denis Baupin, assessore comunale dei Verdi: "Non siamo d´accordo sul fatto che la fiamma delle Olimpiadi entri all´Hotel de ville perché è una parte del sangue dei tibetani che entra nel municpio con la fiaccola".
Qualcosa cambia però. Lentamente, ma cambia. Per la prima volta la principale rete della tv centrale cinese, durante il Tg delle 22.00, ha accennato, seppur in maniera superficiale, agli incidenti che hanno ostacolato il percorso della fiamma olimpica a Londra e a Parigi
Non commenterò le parole della giornalista, semplicemente perché non ci sono parole: "un piccolo gruppo di persone ha tentato di perturbare il passaggio della torcia a Parigi e Londra”. Solo un triste sorriso.
La Redazione.
Pubblica un commento testuale. Verificheremo l'idoneità del contenuto e provvederemo alla pubblicazione entro 24 ore.
Non sono presenti commenti per questa notizia.