Mentre la moda capelli sforna teste calde – cespugli, sculture pop art, virtuosismi futuristi, piume e gabbie inquietanti – l’abbigliamento riscopre vecchie fiamme.
Tornano gli anni ’50, con i boustier, le gonne a palloncino, le dolci fantasie fiorite ed i corpini super fascianti. Vedi Bluegirl e Gucci, che sembrano ispirarsi sia alle eroine di Hitchkok che al mitico cast di Grease.
Dopotutto abbiamo già avuto il piacere di farci riabbracciare dalle sensuali cinte a giro vita, che impazzano da una primavera a questa parte, e di ricomprare le bamboline di vernice.
Ritorna inoltre lo stile militare, che, sebbene rimanga elegante e sofisticato perde di austerità, scoprendo una vena inaspettata, più dolce e romantica, come ha fatto Sportmax, con le sue gonnelline verde oliva.
E ancora: quadretti – tra tutti Cesare Paciotti – armonie geometriche stile Veruska – esemplare la new entry Tsumori Chisato – tailleur da hostess di bordo e borse di patchwork.
E infine grande boom per i pantaloni a vita alta, uno dei simboli degli anni ’80 e dell’inizio dei ’90 (uno per tutti: Beverly Hills 90210). Le sfilate della stagione primaverile hanno infatti decretato un addio (ma tutte noi crediamo sia un arrivederci) ai pantaloni a vita bassa, osannando la vita per lo più sotto seno, applicata con volumi e geometrie a lunghezze diverse, e non rinunciando ad un imagine a tratti androgina.
La Redazione.
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