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Non si può riposare in pace

Notizia del 09/09/2008

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“Desidero, desidero con tutto il mio cuore, di essere sepolto nella tomba di fratello Ambrose St. John e lascio questo come mio ultimo, mio imperativo desiderio”. Probabilmente, il cardinal John Henry Newman pensava che l’eloquenza delle sue parole fosse sufficiente per garantirgli il riposo eterno accanto alla persona che aveva voluto accanto, nella morte come nella vita.
 
E così è stato per più di 100 anni. Dal 1890, anno della sua dipartita, il cardinale, che aveva abbandonato la Chiesa anglicana per convertirsi al cattolicesimo nel 1845, è sepolto nel piccolo cimitero di Rednal Hill, nel Worcestershire, insieme al compagno di una vita intera, morto nel 1875.

Nell´orazione funebre Newman, stimato teologo ed intellettuale, aveva paragonato il dolore causato dalla perdita di Ambrose a quello “Ho sempre pensato che non vi fosse lutto paragonabile a quello di un marito o di una moglie, ma mi risulta difficile credere che ve ne sia uno maggiore del mio”. 

Sembra, però, che ora il sereno e anelato riposo dei due ecclesiastici, stia per essere turbato. La Chiesa ha predisposto la riesumazione del corpo del cardinale, già dichiarato venerabile, per spostarlo in una nuova tomba nel Birmingham Oratory (dimora più consona alla condizione di beato), nell’ambito del processo di beatificazione, che porterà poi alla canonizzazione, separandolo, così dall’amato St, John.
 
La decisione del Vaticano ha scatenato le proteste dei movimenti per i diritti gay, che intravedono nello spostamento della tomba del cardinale, il solito atteggiamento omofonico della Chiesa Cattolica. “E’ un atto di profanazione religiosa e di vandalismo morale” ha scritto Peter Tatchell, attivista per i diritti degli omosessuali; la traslazione della salma, autorizzata dal governo inglese viola, secondo Tatchell, “ il desiderio più volte ripetuto del cardinal Newman di essere sepolto per l’eternità insieme al partner di una vita, Ambrose St. John. Sono stati insieme per oltre 100 anni e il Vaticano vuole disturbare quella pace per coprire il fatto che Newman amò un uomo. E’ un atto di vergognosa disonestà e un tradimento personale da parte della Chiesa cattolica omofoba”.

Stando ad un sondaggio svolto dalla rivista The Church Times, però, la riesumazione del cardinale, i movimenti gay non sarebbero i soli ad osteggiare la riesumazione del cardinale. La stragrande maggioranza dei cattolici britannici, circa l’82%, si dichiara contraria alla separazione del cardinale Newman da padre Ambrose St. John.

Il Vaticano si difende sostenendo che lo spostamento della salma ha come unica finalità la santificazione del venerabile. “La traslazione della salma fa parte del processo di canonizzazione: si sceglie una collocazione dove i fedeli possano venerarla” ha dichiarato Austin Ivereigh, ex consigliere del cardinale Cormac Murphy O´Connor, primate cattolico d´Inghilterra e Galles, interpellato dalla Bbc. Quanto alla presunta omosessualità del prossimo “beato” (il Papa dovrebbe firmare il decreto a novembre), Ivereigh offre una lettura, quantomeno rivedibile del rapporto tra i due: “Nessuno contesta che il cardinale volesse profondamente bene ad Ambrose St John. Ma quel paragone con ‘l´amore tra coniugi’ non significa assolutamente che si trattasse di una convivenza matrimoniale tra gay. È sbagliato leggere con le categorie di oggi rapporti di amicizia del periodo vittoriano, quando queste intense e appassionate relazioni tra gente di cultura erano molto comuni”.

Nel frattempo, nonostante i motivi alla base della decisione di separare il cardinale Newman dal suo compagno, siano puramente tecnici, il Vaticano, sembra aver concentrato i propri sforzi nel tentativo di trasformare in amicizia un rapporto d’amore, cercando di negare la realtà di un’omosessualità difficilmente contestabile. Succede così che i maggiori quotidiani di ispirazione cattolica, L’Osservatore Romano e Avvenire, rispettivamente organi di stampa della Santa Sede e della Cei, si rivolgano ai migliori esperti di teologia e profondi conoscitori della vita del cardinale inglese.
Ian Ker, docente di teologia all’università di Oxford e autore di una documentatissima biografia del cardinale, in un articolo pubblicato sul giornale del Vaticano, scrive che il desiderio di essere seppellito nella stessa tomba di un altro non può essere considerato “la prova di un qualche amore omosessuale per quella persona”.

Il pezzo apparso su Avvenire, a firma di Inos Biffi, si preoccupa, invece, di analizzare l’epitaffio inciso sulla pietra tombale del cardinale e padre Ambrose, da lui stesso scelto: Ex umbris et imaginibus in veritatem - Dalle ombre e dalle immagini alla verità, da molti interpretato come un postumo coming out. Totalmente opposta la spiegazione offerta da Biffi, il quale sostiene che: “L’iscrizione sepolcrale del cardinale inglese, di recente citata come prova polemica, è in realtà ¬una professione di fede nell’unica verità ultraterrena”.

Possibile che il cardinale e il suo compagno, l’uomo che ha amato, non possano riposare in pace neanche da morti? Eppure le parole dell’alto prelato inglese sembravano chiarissime: “Desidero, desidero con tutto il mio cuore, di essere sepolto nella tomba di fratello Ambrose St. John e lascio questo come mio ultimo, mio imperativo desiderio”. Inequivocabile.

La Redazione.

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