18 agosto 2008. Crolla una palazzina a Palermo durante la notte. Sono ancora da stabilire le cause dell’esplosione anche se, secondo i primi rilievi dei vigili del fuoco e dei tecnici del Nia, il Nucleo Investigazione Antincendio, lo scoppio pare sia stato provocato da un incendio sviluppatosi nel negozio di condizionatori e telefonini al pian terreno.
Secondo quanto riportato sarebbero esplose delle bombole di gas conservate nei magazzini. Sette sono i feriti coinvolti nel crollo di cui due ricoverati in condizioni gravi, per ustioni in tutto il corpo. Sono Stella Lo Verso, 49 anni, e sua figlia Cristina, 13, trasferitesi da meno di un anno nell’appartamento al pian terreno vicino al negozio in cui probabilmente è avvenuto l’incendio.
L’altro figlio della donna, Marco di 18 anni era rimasto sommerso dai calcinacci ma non è da considerarsi grave. Il padrone del negozio era presente al momento dello scoppio nonostante l’ora tarda. Gli altri feriti sono tutti ricoverati per traumi dovuti dal crollo delle macerie, o perché intossicati dal fumo; stando al parere dei medici sono da considerarsi fuori pericolo.
Il comune di Palermo ha preso provvedimenti ordinando lo sgombero immediato per dodici famiglie abitanti sopra il negozio incriminato. L’intera zona adiacente alla palazzina, in via Pindemonte, una strada a due passi dall´ex ospedale Psichiatrico e dallo storico cimitero dei Cappuccini nei cui sotterranei si trovano le catacombe, è stata transennata e chiusa al traffico per timore di ulteriori crolli. L’esplosione ha coinvolto anche un altro immobile e danneggiato parzialmente un centro fotocopie e una macelleria.
Sono state colpite dalle macerie anche due auto parcheggiate. Uno dei pompieri, Mario Ventura, di 42 anni, durante i soccorsi, è rimasto ferito alla testa, ma dopo essere stato curato al Pronto Soccorso è stato dimesso.
“Abbiamo sentito un gran rumore provenire dal negozio di telefonini. Si sentivano bambini urlare piangere. L’intera palazzina era ricoperta di fumo, non riuscivamo a vedere nulla. Nei corridoi e per le scale i calcinacci impedivano il passaggio, e molti di noi sono rimasti bloccati fino all’arrivo dei vigili del fuoco.”
Secondo un altro testimone, Massimo Lo Giudice, 38 anni, genero di Stella Lo Verso, le esplosioni in realtà sarebbero state più di una:
”Si sono sentiti dei boati provenienti dal negozio qui sotto, e subito dopo il rumore dei vetri frantumati. C’era troppo fumo e non si riusciva a vedere niente, nessuno sapeva con esattezza cosa stesse accadendo. Quando sono riuscito ad entrare nell’appartamento di mia suocera ho intravisto Marco, mio nipote, con le gambe bloccate sotto le macerie del tetto.”
La Redazione.
Pubblica un commento testuale. Verificheremo l'idoneità del contenuto e provvederemo alla pubblicazione entro 24 ore.
Non sono presenti commenti per questa notizia.