Ospedali in rosso? Meno tre. Come se l’affollamento delle strutture sanitarie fosse troppo poco. E’ quanto ha deliberato il Consiglio regionale del Lazio nei giorni scorsi, al termine di una seduta durata 20 ore. Il provvedimento ha lo scopo di dare l’input ad un riassestamento della rete ospedaliera, attraverso la riconversione dei presidi sanitari.
Speriamo che la situazione non degeneri per un indebolimento quantitativo della rete ospedaliera.
Il primo ad essere dimesso sarà il San Giacomo, storica struttura situata nella centrale via del Corso. Il suo budget annuale sfiora i 100 milioni di euro, comprensivi della spesa per il personale.
Per il Regina Margherita si prevede la sola cessazione dell’attività ospedaliera, mentre rimarranno in vigore le altre iniziative e gli altri progetti già avviati, poliambulatori compresi. L’operatività del Forlanini verrà invece solo spostata all’interno del San Camillo entro il 31 dicembre 2008.
Il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo ha assicurato che il centro storico della capitale non verrà abbandonato dalla sanità: «Siamo già impegnati nell´individuazione di un punto di offerta sanitaria per il centro di Roma, consapevoli però del fatto che il San Giacomo toglie risorse. Oltretutto non è possibile avere una struttura come il San Giacomo in una zona ad accesso limitato come il centro storico». Dopotutto nel raggio di due chilometri e mezzo sono già operativi 6 ospedali generalisti e uno specialistico, mentre a Parigi ce ne sono cinque e a Londra solo due.
E’ chiaro che serve una regolamentazione radicale della struttura bilancio sanitario.
Il provvedimento infatti rientra in un più ampio quadro di riconversione del deficit sanitario, voluto dalla rosa di governo. Nel progetto rientrano anche altre iniziative ispirate allo stesso principio di limitazione delle uscite, come il contenimento della spesa per il personale e farmaceutica, e la contrazione dei fondi destinati alla ricerca universitaria, che dovranno scaturire da fonti diverse dall’amministrazione ospedaliera.
Ancora sembra lontano, tuttavia, quel disegno di riqualificazione delle infrastrutture che dovrebbe prevedere la rivincita di un sistema sanitario elastico e intelligente, “sburocratizzato” e al completo servizio del cittadino contribuente.
Scritto da: Maria Eleonora Pisu
La Redazione.
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