L’estate non evoca solo vacanze, saldi e libertà. Come tutti gli anni la bella stagione ci ricorda dell’effetto serra, dei cambiamenti climatici che ci rincorrono con il fiato sul collo e dei vertiginosi consumi elettrici spinti dagli indispensabili condizionatori. Quest’anno l’allarme è arrivato dalla Patagonia, dove il ghiacciaio considerato sinora il più sano al mondo ha dato segni di cedimento, sfracellandosi in parte davanti agli occhi sbalorditi dei turisti presenti, che hanno ripreso prontamente tutta la scena.
Un cronista dell´emittente televisiva "all news" Tn, sul posto insieme ad un fotografo del quotidiano “La Nacion”, ha riferito che il braccio gelato che ostruiva il fluire del Lago Argentino "è andato in frantumi sotto la pressione del ghiacciaio stesso".
Ma gli esperti ne erano già al corrente, sebbene l’accadimento sia comunque riuscito a superare le aspettative. A fine marzo, il geologo argentino Jorge Rabassa aveva avvertito durante un workshop dell´ambasciata italiana a Buenos Aires che "nella sola stagione estiva australe del 2008 il ghiacciaio ha perso ben 14 metri di spessore".
E 14 metri oggi, 14 metri domani… si sa.
La notizia ha fatto immediatamente il giro del mondo, andata in onda e documentata da tutti i telegiornali nazionali. La potete trovare anche su you tube, sotto innumerevoli versioni.
Quello che i media e il pubblico sembra aver ignorato è invece la scomparsa di un lago, sempre di origine glaciale e ancora una volta situato in Patagonia. Si chiamava Cachet 2, che più che il nome di un lago sembra il nome di un casinò, ed era lungo cinque chilometri. Diciamo quindi che non passava inosservato, così come la sua scomparsa che ha lasciato dietro di sé solo un enorme letto vuoto. Fatto sta che nella notte tra il 6 e il 7 luglio l’enorme agglomerato d’acqua si è volatilizzato improvvisamente. La sua scomparsa è stata scoperta quando si è registrato un forte aumento del flusso del fiume Baker, che attraversa la regione di Aysen, sottoposta a periodiche inondazioni.
Per chi volesse prendere due piccioni con una fava, documentandosi ed emozionandosi allo stesso tempo, segnalo la mostra “Antartica. The Global Warning” un’esposizione guidata esaustiva sullo scioglimento dei ghiacci al polo sud. Niente di rassicurante, questo è certo, ma certo è che non ve ne pentirete. 450 metri quadri di mostra in via Manzoni 34 a Milano, per scatti artistico-scientifici dell’artista Sebastian Copeland. Parliamo tra le altre cose del cugino brutto (non me ne voglia ma più bello di lui non può essere) di Orlando Bloom. Allora errata corrige: tre! Piccioni con una fava… E che piccione!
Scritto da: Maria Eleonora Pisu
La Redazione.
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