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Tutti contro la Binetti.

Notizia del 02/11/2008

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Gli omosessuali non possono diventare sacerdoti. Lo afferma il documento redatto dal dicastero della Santa Sede, "Orientamenti per l´utilizzo delle competenze psicologiche nell´ammissione e nella formazione dei candidati al Sacerdozio", approvato da Papa Benedetto XVI nello scorso giugno e presentato alla stampa dal cardinale Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l´Educazione cattolica qualche giorno fa.

Il libretto si preoccupa di disciplinare il reclutamento e la formazione dei giovani seminaristi e sancisce l’inconciliabilità tra la condizione di omosessuale e il sacerdozio. L’alto prelato ha, infatti, ribadito la posizione del Vaticano sull’omosessualità, considerata “una deviazione, un’irregolarità, una ferita per poter esercitare il sacerdozio, che consiste anche nell´essere un padre spirituale e nel sapersi relazionare con gli altri”.

Nel documento, che approfondisce e rafforza una precedente nota del 2005, si afferma che: “Il cammino formativo dovrà essere interrotto nel caso in cui il candidato, nonostante il suo impegno, il sostegno dello psicologo o la psicoterapia, continuasse a manifestare incapacità ad affrontare realisticamente, sia pure con la gradualità di ogni crescita umana, le proprie gravi immaturità (forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate”.

L’omofobia della Chiesa Cattolica, non fa quasi più notizia. Molti si saranno indignati. Altri saranno rimasti perplessi (se ad un sacerdote viene richiesto di vivere in castità, come possono le sue preferenze sessuali interferire con questa scelta? Un eterosessuale può rimanere casto ed un omosessuale no?). I più, molto probabilmente, avranno sorriso. Commenti del tipo “non ne rimarrà nemmeno uno”, oppure “se questa norma fosse retroattiva il numero di preti calerebbe drasticamente”, hanno invaso numerosi forum presenti in rete.

A spegnere i sorrisi è giunta solerte la senatrice Paola Binetti, rappresentante teodem del Pd. Intervistata dal “Corriere della Sera”, la senatrice, tristemente nota ai laici per le sue posizioni di cattolica intransigente, si compiace della decisione del Vaticano di escludere gli omosessuali dal sacerdozio, e non contenta di ciò, rincara la dose, affermando che: “Le tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio di pedofilia”.

Affermazioni queste, degne di un membro dell’Opus dei ma non di un parlamentare di uno Stato laico, quale l’Italia dovrebbe essere. Ma la signora Binetti, non è nuova a simili uscite; già in passato, interpellata sull’argomento, aveva definito l’omosessualità “una devianza della personalità”.

Le illazioni di Paola Binetti, oltre ad alimentare un bieco e volgare stereotipo, hanno provocato la reazione sdegnata del movimento gay.                                                                              Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, in merito alle dichiarazioni della senatrice teodem del Partito democratico, si è espresso con durezza.                                                                  “E’ un’ignobile bugia smentita dalla scienza e dall’osservazione clinica sulle patologie sessuali pedofile: l’orientamento sessuale non c’entra nulla con la pedofilia. Inoltre i dati statistici sugli orribili reati perpetrati ai danni dei bambini confermano che la stragrande maggioranza dei casi sono commessi dai padri, dai parenti, dalla cerchia degli amici, tutti rigorosamente eterosessuali”.                             
“Arcigay”, ha proseguito Mancuso, “intende denunciare Paola Binetti per le gravi affermazioni lesive per la dignità di milioni di cittadine e cittadini italiani. Chiediamo inoltre all’Ordine nazionale dei Medici di pronunciarsi in modo chiaro e definitivo e di prendere le distanze da queste aberranti affermazioni”.

Franco Grillini, ex parlamentare Ds, si rivolge, attraverso una lettera, direttamente al leader del partito Veltroni che, solo pochi giorni fa, aveva denunciato la crescente e dilagante omofobia nel nostro Paese. “Con le dichiarazioni di oggi della signora Paola Binetti, deputata Pd”, scrive il presidente di Gaynet, “si va decisamente al di là della pur aspra polemica tra cattolici e laici, e si entra, viceversa nel terreno dell’intollerabile insulto razzista verso le persone omosessuali. Qui, caro Walter, siamo di fronte ad una gravissima sovrapposizione tra omosessualità e pedofilia, tanto falsa quanto delittuosa”.

Le gravissime asserzioni della devota senatrice, questa volta, hanno turbato ed infastidito i suoi stessi compagni di partito.Paola Concia, omosessuale dichiarata e leader dell’associazione Gayleft, definisce l’intervista della Binetti “offensiva della mia dignità, di quella delle persone omosessuali, dei cattolici e dei preti” e pretende le scuse ufficiali della collega.

Dura condanna anche dal ministro ombra delle Pari opportunità, Vittoria Franco: “Le parole di Paola Binetti sono incomprensibili. Come si fa a trarre rapporti di consequenzialità tra l’omosessualità e la pedofilia? È incomprensibile e inaccettabile”. “C’è una soglia oltre la quale diventa impossibile capirsi”, è la sconsolata conclusione dell’ex ministro delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini.

La Redazione.

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