Il prossimo fine settimana si terranno in Serbia le elezioni per il nuovo Presidente della Repubblica. A contendersi la presidenza sono i leader dei tre maggiori schieramenti del paese: il filo-europeista Boris Tadic, l´ultra-nazionalista Toma Nikolic e il premier uscente Vojslav Kostunica che - moderato per definizione – ai tempi della guerra nel 2000, sostenne la politica della NATO e si schierò contro il regime di Slobodan Milosevic.
Le votazioni dell´11 maggio rappresentano un appuntamento cruciale non solo per il paese ma anche per l´Unione Europa alla ricerca del giusto compromesso tra l´indipendenza kosovara e la politica serba.
Tadic era a Pristina con il rappresentante europeo Javier Solana per salutare l´indipendenza della regione; Kostunica ha bollato il documento che dichiarava l´indipendenza di Pristina “falso”.
L´adesione all´Unione Europea diviene quindi un punto programmatica fondamentale in piena campagna elettorale. Sono in gioco – in linea con le dichiarazione di Solana – accordi commerciali e nuovi finanziamenti. Risale proprio a qualche giorno fa, l´accordo tra Fiat e Zastava; una manovra importante per l´economia di tutto il paese, anche se all´annuncio ufficiale ha preso parte solo il filo-europeista Tadic.
I sondaggi elettorali – fonte Gallup - assegnano la vittoria agli ultranazionalisti. Sicuramente è la questione kosovara la spina nel fianco della linea filo-europeista.
L´Unione Europea ha però dalla sua parte l´accordo Fiat-Zastava e tutti i vantaggi che l´adesione di Belgrado all´Europa porterebbero al paese.
La Redazione.
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