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Ultime scoperte sulla fertilità maschile

Notizia del 23/08/2008

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Troviamo i più recenti studi sulla fertilità maschile su “Io Uomo”, rivista specializzata curata dalla Sia, la Società Italiana di Andrologia. L’elevata quantità di letteratura in merito e l’attenzione che la ricerca scientifica riserva al delicato argomento dimostrano quanto il problema della capacità riproduttiva sia stato traslato in questi ultimi decenni dall’universo femminile a quello maschile.

Una delle scoperte più sconcertanti proviene dalla rivista scientifica Biology Letters, di proprietà della Royal Society. Secondo una ricerca effettuata su un campione di 52 uomini tra i 18 e i 35 anni, avere costantemente il cellulare in tasca influirebbe negativamente sulla capacità riproduttiva maschile, abbattendola di un buon 15%.

In poche parole gli spermatozoi attivi si ridurrebbero di numero, e mentre gli uomini abituati a tenere il telefonino in tasca avrebbero 65 milioni di spermatozoi per millimetro di seme, gli altri ne avrebbero 75 milioni.
Va detto che siamo lungi da quella che si può definire sterilità, la cui soglia critica sarebbe rappresentata dai 20 milioni di spermatozoi.

Questa è solo una delle scoperte che avvertono sulla rischiosità di talune abitudini e stili di vita; un’altra recente ricerca inglese svela che negli ultimi decenni il numero dei gameti maschili si è ridotto del 29%. Il colpevole non è quindi solo il cellulare, sono tante le trappole a nascondersi nella quotidianità, a volte insospettabili e a volte addirittura ridicole.

Per esempio, secondo un’indagine promossa e realizzata dal centro Artes di Torino (Assisted Reproduction Technique and Endoscopic Surgery), i livelli di fertilità maschile sarebbero minati anche dall’utilizzo del tubo catodico. Passare tanto tempo davanti alla televisione renderebbe un uomo meno prolifico.
Lo studio ha coinvolto campioni di volontari provenienti da paesi UE aventi un diverso tasso di fruizione del media televisivo. L’italiano, che trascorre in media 245 minuti al giorno davanti alla televisione, ha un tasso di fertilità molto esiguo, di 1,33, uno dei livelli peggiori all’interno del gruppo dei paesi considerati.

L’ultima news sull’argomento riguarda invece il fattore età, da sempre esclusivamente associato ai livelli di fertilità femminile. La possibilità di avere figli invece, si ridurrebbe anche per gli uomini con l’avanzare del tempo.

L’orologio biologico batte anche per il sesso forte, a quanto pare, lento ma inesorabile.
Ad illuminarci in merito, ancora una ricerca inglese, che consiglia (e dimostra) ai baldi giovani di “darsi da fare” prima dei 50 anni se non si vuole rischiare di rimanere senza prole.
Mentre a 24 anni un uomo sano possiede il 92 per cento di probabilità di procreare, la percentuale cala ogni anno del 2 per cento. La contrazione della capacità produttiva coinciderebbe più o meno con la cosiddetta andropausa, cioè la riduzione della produzione di testosterone; i due fenomeni tuttavia non sembrano essere correlati. Almeno, per ora.

Scritto da: Maria Eleonora Pisu

La Redazione.

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