Bambini sempre più soli, che si nascondono dietro le cuffie dell´iPod o il cellulare per colmare l´assenza dei genitori.
Mentre gli adulti si allontanano sempre di più dai loro figli trovando in videogiochi, iPod e pc una "giustificazione" al sempre minor tempo che dedicano loro.
Il cellulare diventa la "coperta di Linus" delle nuove generazioni, che permette di intensificare le relazioni a distanza con gli amici e sottrarsi al controllo degli adulti. Al tempo stesso, è proprio il cellulare ad assolvere la funzione di "controllo parentale", visto che offre ai genitori la possibilità di rintracciare sempre i figli.
E´ la fotografia del piccolo consumatore italiano alle prese con il telefonino, scattata dalla prima indagine sull´uso dei cellulari da parte di bambini e adolescenti, contenuta in Baby consumers e nuove tecnologie, il secondo Rapporto sui consumi dei minori del Movimento difesa del cittadino (Mdc), dipartimento Junior, presentato oggi a Milano.
Una vera e propria indagine sul campo, quella del Movimento difesa del cittadino, che ha sottoposto un questionario di 35 domande a 2.693 studenti di età compresa tra gli 8 e i 15 anni.
L´indagine prende in esame i consumi mediatici e le nuove tecnologie, affrontando anche il rapporto dei minori con le nuove tecnologie (pc, web, iPod, videogiochi), oltre al tema delicato e complesso dell´uso del cellulare da parte dei più piccoli. Secondo i dati del rapporto, ben l´84% degli studenti tra gli 8 e i 15 anni ne possiede uno tutto suo, basti pensare che il primo telefonino arriva già all´età di 9/10 anni per ben la metà degli intervistati. I piccoli consumatori lo usano soprattutto per essere sempre rintracciabili dai genitori (46,6%), per comunicare cose utili (25,8%) o per essere sempre in contatto con gli amici (21,1%).
Ma l´esperto dice di stare attenti.
Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell´età evolutiva, vuole distinguere: "Un conto è parlare di cellulari, un conto di iPod. Perché l´uso del telefonino presuppone comunque una comunicazione con un´altra persona, mentre ascoltare l´iPod vuol dire comunicare solo con se stessi".
E il tutto può essere ricondotto all´assenza dei genitori? "Mi sembra un´affermazione grande e molto poco pensata - aggiunge Castelbianco - i genitori lavoravano anche negli anni passati, è vero che dovrebbero essere più presenti, ma da qui a pensare che la loro assenza porti all´abuso di Internet e nuove tecnologie, mi sembra un po´ troppo.
Che dobbiamo fare?
Registrare le voci di mamma e papà per farle ascoltare ai bambini tramite l´iPod, in modo che stiano più tranquilli?".
Fonte: http://www.diregiovani.it
La Rdazione
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