Lo ha dichiarato il Garante della Privacy che, chiudendo il caso Peppermint, ha espressamente vietato alle aziende private la possibilità di effettuare monitoraggio su utenti che scaricano file da internet. Forte di una direttiva europea sulle comunicazioni elettroniche, le società che hanno effettuato il monitoraggio dovranno cancellare tutti i dati entro fine mese.
Una dura sconfitta per il mondo della discografia, dunque, e una vittoria per il P2P. Non tarda ad arrivare lo scontento della Fimi (la federazione dell’industria musicale italiana) che potrebbe spostare le azioni giudiziarie contro i fornitori di internet.
Il caso Peppermint prende il nome da un´azienda tedesca che, assieme a Logistep e Techland, aveva iniziato a monitorare lo scambio illegale di giochi e brani musicali su internet attraverso un software che risaliva agli indirizzi IP. L´autorità garante della privacy ha, però, dichiarato illegale il loro comportamento e obbligherà queste tre società private a rimuovere tutte le informazioni (IP, nomi e cognomi di chi scaricava) entro il 31 Marzo.
La Peppermint aveva fatto recapitare a casa degli internauti, che avevano scaricato tramite le reti Peer-to-Peer, una lettera dove diceva agli utenti di cancellare i file scaricati e pagare una penale di 330 euro come risarcimento danni. Tutto ciò al fine di evitare una denuncia per violazione di diritto d´autore.
Fonte:webisland.net
La Redazione.
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