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A Cuba “permesso” l’utilizzo della rete

Notizia del 06/07/2008

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Incredibile. Anzi, increìble. Mai avremmo creduto che la libertà umana fosse degna di essere celebrata a tal punto. Nel paese dove la libertà è uno scherzo di cattivo gusto, ora, finalmente tutti potranno connettersi alla rete. Ma proprio tutti tutti? Ma certo, tutti quelli che possono permettersi di spendere 780 pesos per acquistare computer, software, modem e abbonamento. E a Cuba 780 pesos sono 500 euro, vale a dire ben due anni di stipendio.

E’ proprio vero che la vecchiaia ammorbidisce chiunque, ma mica Raoul e Fidel avranno trovato anche la fede?
Comunque i problemi sono vari. Innanzitutto le linee telefoniche, che ancora, come tutti i cubani, credono di essere intorno agli anni della guerra fredda; in secondo luogo c’è l’embargo con gli Stati Uniti. L’isola rossa infatti non può attivare l’allaccio con i cavi in fibra ottica del vicino di continente (non chiedetemi cosa significa). Tutti i collegamenti da e per Cuba sono per cui satellitari. 

La magnanimità del maximo ha ceduto anche di fronte ai cellulari. Chi mai potrà permettersi un simile lusso? No di certo la popolazione, che stenta a portare “adelante” la baracca (non di sua proprietà, ci mancherebbe) con uno stipendio standard, un rancio standard ed uno standard calcio in c… di fronte ai diritti minimi di un cittadino… standard.

Funzionari governativi ed elite partitocratrica potranno connettersi con il mondo esterno, esattamente come la casta del furher, di Lenin, Franco, Mussolini e tutta l’allegra cambarada, si trovava quel gradone più in alto di chiunque.

Come diceva Orwell, “la legge è uguale per tutti, ma per i maiali è un po’ più uguale”…

Scritto da: Maria Eleonora Pisu

La Redazione.

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